La semplificazione della sostenibilità nell’Unione Europea: i pacchetti Omnibus e la “Stop the Clock Directive”

La semplificazione della sostenibilità nell'Unione Europea i pacchetti Omnibus e la Stop the Clock Directive

Negli ultimi anni, l’Unione Europea ha posto al centro della propria agenda politica il tema della sostenibilità, con l’obiettivo di indirizzare il settore privato verso modelli di crescita più responsabili dal punto di vista ambientale, sociale e di governance. Strumenti come la Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD), la Corporate Sustainability Due Diligence Directive (CSDDD) e il regolamento sulla Tassonomia Europea degli investimenti sostenibili hanno ridefinito il quadro normativo, imponendo nuovi obblighi di trasparenza e comportamento alle imprese.

1. I principali strumenti della regolazione sulla sostenibilità

  • Tassonomia Europea: risalente al 2021, la Tassonomia stabilisce una classificazione comune per determinare quali attività economiche possano essere considerate sostenibili dal punto di vista ambientale, con l’obiettivo di indirizzare i flussi finanziari verso progetti verdi [1].
  • CSRD: approvata nel 2022, la CSRD amplia e sostituisce la precedente Non-Financial Reporting Directive (NFRD), estendendo l’obbligo di rendicontazione di sostenibilità a un numero maggiore di imprese, comprese PMI quotate e grandi società non quotate. Essa impone criteri più rigorosi e uniformi per il reporting ambientale, sociale e di governance [2].
  • CSDDD: la più recente, del  2024, introduce obblighi di due diligence sulle catene del valore aziendali per identificare, prevenire e mitigare impatti negativi sui diritti umani e sull’ambiente. A differenza delle altre due normative, che si focalizzano su obblighi di trasparenza e rendicontazione, la CSDDD impone alle imprese un obbligo di “fare”, prevedendo l’implementazione di strumenti come analisi di rischio, attività di sorveglianza e audit, canali di reclamo e segnalazione, nonché di attivare azioni correttive e risarcimenti in caso di violazioni dei diritti umani [3].

2. Le ragioni della semplificazione normativa

Nonostante l’ambizione dei provvedimenti adottati, la rapida introduzione di regole complesse ha suscitato critiche tra le imprese, soprattutto PMI, e tra alcuni Stati membri. Le principali problematiche evidenziate sono:

  • Onere amministrativo eccessivo: L’ampiezza e la complessità degli obblighi di reporting rischiano di gravare in modo sproporzionato sulle capacità organizzative delle imprese.
  • Rischio di frammentazione: Diverse interpretazioni nazionali possono compromettere l’obiettivo di armonizzazione europea.
  • Tempi di adeguamento troppo stretti: I tempi previsti per l’entrata in vigore degli obblighi erano considerati non realistici, soprattutto per le imprese di dimensioni medio-piccole.

In risposta a queste preoccupazioni, la Commissione ha lanciato nel 2025 i cosiddetti pacchetti Omnibus per semplificare il quadro normativo [4].

3. La “Stop the Clock Directive”: il nuovo scenario

Con l’approvazione della “Stop the Clock Directive” (Direttiva UE 2025/794) nell’aprile 2025, l’Unione Europea ha formalizzato una revisione dei tempi e dell’ambito di applicazione della normativa sulla sostenibilità [5]. I principali cambiamenti sono così riassumibili:

Ambito Situazione pre-Stop the Clock Modifiche introdotte
Applicazione CSRD Le grandi imprese di interesse pubblico hanno già rendicontato a partire nel 2025, sui dati del 2024. Le grandi imprese europee con oltre 250 dipendenti o ricavi superiori a 50 milioni di euro dovevano rendicontare a partire dal 2026. Le piccole e medie imprese quotate con più di 10 dipendenti dovevano rendicontare a partire dal 2027. Le filiali e succursali europee di gruppi extraeuropei con ricavi superiori a 150 milioni di euro dovevano rendicontare a partire dal 2028. Le grandi imprese di interesse pubblico con più di 1.000 dipendenti e oltre 50 milioni di euro di ricavi netti o 25 milioni di stato patrimoniale continueranno a rendicontare come hanno già fatto. Rinvio di due anni dell’applicazione iniziale della CSRD per le aziende delle aziende o gruppi di grandi dimensioni e delle piccole e medie imprese quotate.
Applicazione CSDDD Applicazione dal 26 luglio 2027 per imprese con un fatturato mondiale di almeno 1500 milioni e oltre 5000 dipendenti, progressivamente esteso nel 2028 per le imprese con un fatturato di 900 milioni e più di 3000 dipendenti, e nel 2029 per le imprese di dimensioni minori, con un fatturato di 450 milioni e oltre 1000 dipendenti. Posticipo di un anno per ciascuna categoria e riduzione delle fasi di applicazione da 3 a 2: applicazione dal 26 luglio 2028 per le imprese più grandi, dal 2029 per le altre.

Queste modifiche mirano a concedere alle imprese più tempo per adattarsi, senza rinunciare agli obiettivi di lungo termine della strategia europea di sostenibilità.

L’approvazione della “Stop the Clock Directive” rappresenta solo un passaggio intermedio. I pacchetti Omnibus, che contengono ulteriori misure di semplificazione e razionalizzazione, devono ancora completare il loro iter legislativo.

4. Le reazioni delle imprese e della società civile

La proposta dei pacchetti Omnibus e la conseguente approvazione della “Stop the Clock Directive” hanno suscitato reazioni contrastanti.


Organizzazioni datoriali come Confindustria e varie associazioni imprenditoriali europee hanno accolto con favore la revisione, evidenziando la necessità di garantire tempi di implementazione più realistici e di ridurre il carico burocratico sulle imprese [6].


Al contrario, associazioni per i diritti umani e organizzazioni attive nel campo della sostenibilità ambientale, come il European Coalition for Corporate Justice, hanno espresso preoccupazione, temendo che la proroga degli obblighi possa indebolire l’efficacia delle politiche ESG [7].


Anche alcuni gruppi di imprese virtuose, che avevano già implementato strategie avanzate di rendicontazione e due diligence, hanno manifestato il timore di vedere compromessa l’opportunità di avere un level playing field [8].

5. Prossimi passi e possibili scenari

Nei prossimi mesi, il Parlamento Europeo e il Consiglio lavoreranno per definire il contenuto finale delle modifiche, bilanciando le esigenze di sostenibilità con quelle di competitività.​

Tra gli scenari possibili vi sono l’introduzione di meccanismi di ulteriore graduazione degli obblighi in base alla dimensione delle imprese e una semplificazione degli standard di rendicontazione di sostenibilità europei (ESRS). A tal proposito, la Commissione Europea ha incaricato l’EFRAG di fornire consulenza tecnica per la semplificazione degli ESRS entro il 31 ottobre 2025, con l’obiettivo di adottare gli standard semplificati entro dicembre 2025.

Fonti

[1] Cfr. Parlamento Europeo e Consiglio, Regolamento (UE) 2020/852 sulla Tassonomia. Disponibile all’indirizzo: https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX%3A32020R0852, consultato ad aprile 2025.

[2] Cfr. Parlamento Europeo e Consiglio, Direttiva (UE) 2022/2464 sulla rendicontazione societaria di sostenibilità (CSRD). Disponibile all’indirizzo: https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX%3A32022L2464, consultato ad aprile 2025.

[3] Cfr. Parlamento Europeo e Consiglio, Direttiva (UE) 2024/1760 sulla due diligence aziendale (CSDDD). Disponibile all’indirizzo: https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX%3A32024L1760, consultato ad aprile 2025.

[4] Cfr. Commissione Europea, Comunicato stampa sui pacchetti Omnibus, ec.europa.eu, 26 febbraio 2025. Disponibile all’indirizzo: https://commission.europa.eu/news/commission-proposes-cut-red-tape-and-simplify-business-environment-2025-02-26_it, consultato ad aprile 2025.

[5] Cfr. Consiglio dell’Unione Europea, Comunicato stampa sull’approvazione della “Stop the Clock Directive”, consilium.europa.eu, 15 aprile 2025. Disponibile all’indirizzo: https://www.consilium.europa.eu/it/press/press-releases/2025/04/15/council-adopts-stop-the-clock-directive-on-sustainability-rules/, consultato ad aprile 2025.

[6] Cfr. Confindustria, Proposta di regolamentazione Omnibus per la finanza sostenibile, confindustria.it, 2 febbraio 2025. Disponibile all’indirizzo: https://www.confindustria.it/home/policy/position-paper/dettaglio/proposta-regolamentazione-finanza-sostenibile, consultato ad aprile 2025.

[7] Cfr. European Coalition for Corporate Justice, EU Commission’s Omnibus proposal is full-scale deregulation designed to dismantle corporate accountability, corporatejustice.org, 26 ottobre 2023. Disponibile all’indirizzo: https://corporatejustice.org/news/press-release-eu-commissions-omnibus-proposal-is-full-scale-deregulation-designed-to-dismantle-corporate-accountability/, consultato ad aprile 2025.

[8] Cfr. Khan, Y. & Mackrael, K., Europe Is Looking to Roll Back Climate Accounting Rules, The Wall Street Journal, 2 aprile 2025. Disponibile all’indirizzo: https://www.wsj.com/articles/europe-is-looking-to-roll-back-climate-accounting-rules-32c72856, consultato ad aprile 2025.

Gabriele Turco

Gabriele Turco è appassionato, auditor e consulente in sostenibilità e cambiamento climatico. Si occupa di supporto ESG (Environmental, Social, Governance), audit e sistemi di gestione, con un’attenzione particolare ai diritti dei lavoratori e alla responsabilità sociale d’impresa. Crede in un cambiamento concreto, partecipato e giusto per tutte e tutti.

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